OpenSUSE in dual boot con Windows 8

OpenSuseWindows

Nel post di oggi ci imbarcheremo in quella che normalmente è un'operazione impegnativa cioè quella di far convivere pacificamente due sistemi operativi.

 

 

PASSAGGI PRELIMINARI
La prima parte della guida avverrà con Windows. Quindi facciamo partire la macchina e installiamo eventuali aggiornamenti del caso.

Prima di eseguire qualunque operazione vi consigliamo caldamente di fare un backup di tutti i vostri file importanti.
In più raccomandiamo di avere sempre a disposizione il DVD di avvio di Windows 8. Se non lo avete lo potete creare grazie all'utility interna chiamata “Crea unità di ripristino”.
La procedura di dual boot è sempre rischiosa e potrebbe rendere non più avviabile il sistema operativo. In quel caso si dovrà reinstallare Windows da zero. Geek avvisato mezzo salvato!

Una volta fatti tutti i backup del caso dobbiamo creare lo spazio necessario per la partizione in cui installeremo OpenSUSE.
Se siete particolarmente pistini potete anche fare la deframmentazione disco. Male non fa, ma fate attenzione che quasi sempre è una procedura abbastanza lenta e non sempre necessaria, se non abbiamo il nostro Hard Disk pieno.

Una volta pronti cliccando con il tasto desto sull'icona Start, selezioniamo su “Disk Management” e apriamo così l'editor delle partizioni.
Una volta aperto clicchiamo con il tasto destro sulla partizione dei dati di Windows e riduciamocon “Resize Partition”per creare dello spazio per OpenSUSE.
Quanto spazio? Dipende dall'uso che se ne fa. Il minimo è di 30 – 40 Gb, normalmente però noi consigliamo una dimensione che si aggira intorno alla metà della capienza del vostro disco fisso.
Attenzione, si deve lasciare non allocato lo spazio creato. La procedura non dovrebbe portare via più di qualche minuto.

 

DiskManagement

 

 

CREAZIONE DELLA LIVE
Per installare questa distribuzione Linux in dual boot con Windows 8 dovremo creare un dispositivo avviabile di Open SUSE.Ci servirà quindi una chiavetta USB da 8 Gb o superiore.
Per prima cosa scarichiamo l'immagine ISO dal sito ufficiale. Noi consigliamo la varsione completa da 4,7 GB dato che è più semplice da installare. Vi è anche la versione Network, cioè che scarica la maggior parte dei pacchetti durante l'installazione.
Se stiamo operando da Windows, utilizzeremo ImageWriter scaricandolo dal questo link e seguendo queste istruzioni in caso non riusciate.

Una volta scaricato lo apriamo e, seguendo le istruzioni, selezioniamo la ISO che abbiamo scaricato in precedenza e il supporto, USB o DVD che abbiamo scelto.

Se invece stiamo lavorando da Linux dovremo utilizzare il comando dd, dato che ImageWriter non voleva proprio funzionare correttamente al momento in cui scriviamo.
Apriamo dunque il terminale e digitiamo:

 sudo dd if=/percorso/file.iso of=/dev/sdX bs=4M

dove dopo if= inseriremo il path dell'ISO che abbiamo scaricato, mentre dopo of= inseriremo il path della nostra pennetta USB, che normalmente è sdb.

 

 

DISABILITIAMO IL FASTBOOT
Questa procedura serve per eliminare il fastboot di windows 8. Se non sapete cos'è Daniele ha spiegato molto bene di che cosa si tratta in questo post . Per amor di chiarezza qui ci occuperemo solo di come disabilitarlo.

Innanzitutto apriamo “Pannello di Controllo”. Cerchiamo la barra di ricerca e digitiamo “alim” e selezioniamo nei risultati “Cambia comportamento dei pulsanti di alimentazione”. Nella nuova finestra clicchiamo su “Modifica le impostazioni attualmente non disponibili” e togliamo (si, togliamo) la spunta a “Attiva avvio rapido (scelta consigliata)”.

 

 

INSTALLAZIONE
Ora inseriamo la pennetta USB nel PC e riavviamo il sistema. Quando appare il logo del produttore della nostra macchina premiamo uno dei tasti funzione F1 - F12 che ci fa accedere al BIOS. Per esempio per me che ho un Toshiba è F2.
Fatto questo ci spostiamo all'interno del menù del bios con le freccette all'interno della sezione “boot” e qui spostiamo, con gli appositi tasti, il device USB o il lettore DVD in cima all'elenco. In questo modo indicheremo al BIOS di far partire per primo il sistema operativo LIVE che è sul nostro dispositivo.

Una volta che la LIVE è partita selezioniamo “Installation”. Alla schermata successiva, selezioniamo la lingua e accettiamo la licenza.

Successivamente ci verrà chiesto quale repository, tra quelli facoltativi, vogliamo aggiungere. Spuntiamo tutte e due le caselle e selezioniamo su “Avanti”.

Arriviamo così nella sezione “Partizionamento“ e qui selezioniamo “Partizionamento Avanzato”. Ci apparirà una finestra con tutte le partizioni presenti sulla macchina.

Per prima cosa andiamo sulla partizione EFI boot (che per me corrisponde a sda2) e clicchiamo con il tasto destro e selezioniamo modifica.
Ora dobbiamo modificare il punto di mount. Spuntiamo innanzitutto “Monta partizione” e poi nella sezione “Punto di mount” impostiamo /boot/efi come nell'immagine sottostante.

 

sda2

 

Subito dopo creiamo la partizione di swap, la cui dimensione dipende dalla dimensione della RAM del nostro PC. Fino a quattro Gigabyte ne metteremo il doppio. Oltre questa soglia metteremo la dimensione della + 1/3 della stessa.
Clicchiamo su “Aggiungi partizione”, spuntiamo su “Partizione primaria”, inseriamo la dimensione che abbiamo deciso e infine selezioniamo “swap”. Quando siamo soddisfatti premiamo sul tasto “Fine”.

L' ultima partizione che creiamo è quella di sistema. Clicchiamo ancora una volta su “Aggiungi partizione”, “Partizione primaria” e questa volta selezioniamo “Sistema operativo”.
Nella schermata successiva formattiamo la partizione come EXT4 e impostiamo come punto di mount /. Premiamo su “Fine” per completare la procedura.

Il risultato finale dovrebbe assomigliare a questo:

 

Partizionamento avanzato

Clicchiamo su “Accetta” per confermare le partizioni, tornando così alla schermata “Proposta di partizionamento”. Da qui possiamo vedere il riassunto di tutte le operazioni che faremo. Se tutto è andato bene il riassunto dovrebbe assomigliare a questo:

  • Create swap partition on /dev/sda5
  • Create root partition on /dev/sda6 with ext4
  • Set mount point of /dev/sda2 to /boot/efi

I numeri possono cambiare ovviamente ma a parte quello dovrebbe essere tutto uguale.

Se è tutto giusto clicchiamo su “Avanti” per proseguire e nella schermata successiva impostiamo data e ora corretta.

Cliccando ancora su “Avanti” dobbiamo scegliere quali repository aggiungere. Spuntiamo tutti tranne quelli che nel nome hanno (DEBUG) e (sorgenti).

 

repo

 

Proseguiamo ancora e accettiamo la licenza d'uso dei repository di terze parti.

Ora ci toccherà scegliere quale desktop utilizzare. In tutte le distribuzioni Linux si possono installare diversi tipi di Desktop Enviroment (DE). Personalmente io preferisco GNOME che è un po' più in stile cellulare. Però con OpenSUSE noi di Tux Maniacs consigliamo KDE, dato che con questo sistema operativo da il massimo risultato. Se però avete un computer poco potente vi consigliamo XFCE.

Una volta soddisfatti passiamo alla sezione successiva in cui dovremo scegliere il nome utente e la password. Se non sapete come scegliere quest'ultima vi consigliamo la lettura di questo post. Nella sezione “Password” vi sono degli utili consigli per crearne una sicura e facilmente memorizzabile.

Clicchiamo il tasto “Installa” per iniziare l'installazione vera e propria, al termine della quale ci troveremo a riavviare il computer. Rimuoviamo il nostro dispositivo quando ci viene richiesto e se tutto è andato bene all'avvio del pc dovrebbe esserci una schermata di GRUB che ci permette di scegliere che sistema operativo far partire.

Selezioniamo OpenSUSE e in alcuni casi partirà una procedura del tutto automatica di aggiornamento. Una volta terminato facciamo il login e spegniamo la macchina.
Riaccendiamo il pc selezionando questa volta Windows per accertarci che venga lanciato correttamente.

Complimenti! Siamo riusciti a installare uno dei sistemi operativi più validi degli ultimi anni, OpenSUSE, in dual boot con Windows 8.

Al prossimo post! 😉

 

FONTI:

Dottore in Informatica. Appassionato di computer fin dal primo PC Olivetti con Windows 95 e la bellezza di 8 MB di RAM.
Utilizzatore Linux da 5 anni, credo profondamente nella filosofia open source.
Dopo tante distro provate sul mio fidato Toshiba, uso Fedora per lo studio e il divertimento.

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