Chi è Edward Snowden?

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Abbiamo sottoposto a 88 persone un piccolo sondaggio di 7 domande.
Abbiamo chiesto che età hanno, che lavoro fanno e soprattutto se conoscono WikiLeaks e Edward Snowden.
Dalla nostra piccola indagine abbiamo infatti riscontrato il fatto che solo il 30% degli intervistati sa chi sia Edward Snowden e il 36% circa di quelli che affermano di sapere chi è, lo confondono con il fondatore di WikiLeaks.
Vediamo di fare chiarezza!

 CHI È EDWARD SNOWDEN

CHI È EDWARD SNOWDEN
Edward Snowden è un tecnico informatico che in passato ha lavorato nella National Security Agency (NSA), e che ha fatto scoppiare lo scandalo del Datagate. Nato il 21 Giugno del 1983, nel 2007 iniziò a lavorare nell'azienda di sicurezza privata Booz Allen Hamilton che subappaltava alcuni lavori all'interno dell'NSA. Entra come System Administator e, dopo varie esperienze in Svizzera e in altri paesi, viene assegnato alla sede dell'NSA alle Hawaii.
Arrivato a quel punto, all'apice della sua carriera – guadagnava infatti intorno ai 200000 dollari l'anno – incomincia ad avvertire un malessere interno. Non riesce più a tollerare gli abusi verso la privacy che vengono effettuati quotidianamente dall'agenzia. Stanco di tutto ciò, decide di fuggire a Hong Kong. Contatta così due giornalisti, tra cui Gleen Greenwald, del The Guardian per scatenare il datagate più importante dei nostri tempi.

 

 

CHE COSA È L'NSA E CHE COSA FA?
In breve l'NSA è un'agenzia americana che ha il compito di garantire la sicurezza informatica per il governo degli Stati Uniti, e di effettuare lo spionaggio e in particolare il controspionaggio.
Un'altro importante compito consiste nel monitoraggio, raccolta di dati, e seguente elaborazione sulla rete globale.

 

 

CHE COSA HA FATTO EDWARD SNOWDEN? 
Il 6 giugno del 2013 il giornalista Gleen Greenwald, nel suo post “NSA collecting phone records of millions of Verizon customers daily” per il The Guardian, racconta – con l'ausilio di prove – che il governo degli Stati Uniti d'America obbliga Verizon (una delle più grandi compagnie telefoniche americane) a fornire alcuni dati personali degli utenti. Quali dati? Si parla dei metadati, ovvero i dati su altri dati.

Ok, non si è capito una mazza... via alla piccola parentesi nozionistica.
Nel mondo informatico un dato è un informazione: un numero, una parola, un'immagine ecc. Ora, come tutti sanno, i computer operano solo su numeri binari – 0 e 1, che sono detti bit – e quindi una sequenza di bit letti in un determinato ordine può assumere diversi significati a seconda di come è interpretato. Arriviamo quindi all'importanza dei metadati: per definizione sono delle informazioni che specificano meglio di che tipo si tratta il dato principale.
Quindi nel caso di Verizon, non sono stati presi i dati – ovvero le registrazioni audio – bensì i metadati. Si parla di informazioni del tipo: chi effettua la chiamata, chi la riceve, la durata e da dove.

L'informazione è presa, letta, copiata e schedata.

 

 

PRISM
Il giorno dopo Greenwald, grazie a una nuova soffiata da parte di Snowden, rivela al pubblico il programma PRISM. Un imponente sistema di raccolta di dati personali quali mail, indirizzi, cronologia e chat dai grandi colossi di internet che risiedono sul suolo americano. Stiamo parlando quindi di aziende del calibro di Google, Apple, Microsoft, Facebook, Skype, You Tube.
Non solo! Permette quindi un targeting di tutte le persone che utilizzano il servizio, che siano negli USA che in altri paesi.
La partecipazione delle grandi aziende è di lunga data. Alcune delle più grandi aziende ne fanno parte fin dalla sua fondazione a partire dal 2007.
L'importanza – e la sua pericolosità – sta nel fatto che questo programma permette di raccogliere i dati e non solo i metadati come con l'affare di Verizon.

Come avviene il possesso dei dati? Le compagnie sopracitate sono obbligate dalla legge americana a fornire collaborazione. Questo è un modo carino di dire di non mettere i bastoni tra le ruote all'agenzia federale, dato che il programma PRISM prevede il completo accesso ai server aziendali.

Fermiamoci qua, dato che si potrebbe continuare per chilometri di pagine, e ricapitoliamo.

  • Aziende coinvolte: Apple, Google, Microsoft, Skype, Yahoo, You Tube.
  • Cosa possono ottenere: mail, contatti, cronologia di navigazione, file su cloud, chat e conversazioni di vario genere eccetera eccetera.

Non è certamente un quadro simpatico per noi.

 

 

ARRIVIAMO AL PUNTO
Dove sta il problema? Il nocciolo della questione è: perché devi prendere i dati di tutti? Le agenzie si difendono sempre nascondendosi dietro la questione del:

“Lo facciamo per catturare i terroristi, figliolo!”.

Pienamente d'accordo. Ma allora, siamo tutti dei terroristi?

O forse si sono fatti sfuggire un po' la mano?

Sembra il paradosso di Aristotele: Mio nonno fischia, il treno fischia, allora mio nonno è un treno. Eh no amico, non funziona così.

Argomentazione debole. Uno di voi potrebbe rispondere:

“Ma perché fai il paranoico? Sei sempre il solito complottista... Poi che c'hai tanto da nascondere io non so'...”


Cito l'ingenier Mainardi: 

“Chi non ha nulla da nascondere, nulla ha da temere. Ne siamo proprio sicuri?”.

 

Ne abbiamo già parlato nell'articolo riguardante la guida sulla sicurezza di base che abbiamo postato qua sul blog. L'esempio della macchina e dei poliziotti è calzante.

 

Quando guidiamo siamo in un ambiente relativamente privato (soprattutto se lo facciamo da soli). Siamo noi, la macchina e la strada. C'è chi canta e c'è addirittura chi parla da solo.

Ma che succede quando passiamo vicino ad un posto di blocco della polizia? Ci irrigidiamo, mani alle 10 e 10. L'ho messa la cintura? I fari? Ok. La patente ce l'ho? Ok.

È un piccolo esempio per dirvi che nel preciso momento in cui veniamo osservati il nostro comportamento cambia. Ci rende più condiscendenti e ci fa diventare più conformisti alla massa per paura di essere giudicati. Il problema è quello! Chissene frega – più o meno – se hanno la nostra mail. Ognuno ha bisogno però di avere il proprio spazio personale in cui fare cosa vuole senza essere giudicato. Se una volta, tornato dal lavoro, ho voglia di mettermi una parrucca bionda e i leggins e cantare a scuarciagola, posso e devo poterlo fare, anche se è socialmente discutibile, dato che lo faccio all'interno della mia sfera privata e non danneggio nessuno – tranne i timpani dei vicini... Ma si sa, tanto quelli si lamentano sempre di qualcosa.

Concludo questo articolo utilizzando 1984 di George Orwell. Nel suo libro racconta di questa società, ambientata in un futuro prossimo, basata sul controllo costante e completo dell'individuo effettuato dal Grande Fratello attraverso la Psicopolizia.

 

“Naturalmente, non era possibile sapere se e quando si era sotto osservazione. Con quale frequenza, o con quali sistemi, la Psicopolizia si inserisse sui cavi dei singoli apparecchi era oggetto di congettura. Si poteva persino presumere che osservasse tutti continuamente. […] Dovevate vivere (e di fatto vivevate, in virtù di quell'abitudine che diventa istinto) presupponendo che qualsiasi rumore da voi prodotto venisse ascoltato e qualsiasi movimento attentamente scrutato. […] Ogni cittadino poteva essere osservato dalla polizia ventiquattr'ore su ventiquattro, e immerso nel sonoro della propaganda ufficiale, tenendo chiusi tutti gli altri canali di comunicazione. Per la prima volta diveniva possibile indurre nelle coscienze non solo una cieca obbedienza alla volontà dello Stato, ma anche una totale uniformità di opinioni.”

 

 

FONTI:

Dottore in Informatica. Appassionato di computer fin dal primo PC Olivetti con Windows 95 e la bellezza di 8 MB di RAM.
Utilizzatore Linux da 5 anni, credo profondamente nella filosofia open source.
Dopo tante distro provate sul mio fidato Toshiba, uso Fedora per lo studio e il divertimento.

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