Grazie perché…

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Oggi parliamo un po’ di noi, cosa che accade particolarmente di rado qua sul blog. Lo stile che ci contraddistingue è quello schietto e veloce, e anche per questo contenuto sarà così. È il 31 dicembre, ed è ora di tirare qualche somma.

 

Anche il 2016 si è concluso. È stato un anno duro, come non mai per noi. Sia dal punto di vista personale, sia per Tux Maniacs.

 

Ci sono stati molti cambiamenti: abbiamo migrato piattaforma e abbiamo cambiato host. Abbiamo implementato una nuova veste grafica e creato un nuovo stile di impaginazione. Abbiamo inserito l’HTTPS per la vostra e la nostra sicurezza. Abbiamo creato un canale Telegram per tenervi aggiornati, inserito news interessanti sui nostri social e vi abbiamo dato dei contenuti esclusivi per chi di voi è iscritto alla newsletter.

 

Abbiamo creato contenuti originali e differenti dal solito panorama: con passione e dedizione, il tutto senza pubblicità e senza chiedervi un centesimo.

 

Ci guardiamo indietro, e non possiamo che gustare tutta la strada che abbiamo percorso. Dall’alto il 2016 è una strada, una particolarmente tortuosa, piena di ostacoli e sfide. Tutto questo seguendo una delle università con il tasso di abbandono più alto e con due lauree conseguite nell’anno.

 

Ora ci guardiamo l’un l’altro, stanchi e sporchi, chiedendoci:

Siamo soddisfatti? Sì, non lo faremmo altrimenti.

Ne è valsa la pena? Ai posteri l’ardua sentenza.

 

Che post triste!

 

E per il 2017?

Abbiamo alcune idee per il nuovo anno (non faremo spoiler), e nuovi obiettivi: fare meglio, dare valore e elevare la qualità.

 

Ora faremo un po’ di pausa fino ai primi di gennaio, abbiamo bisogno di tirare il fiato. Vi è un sacco di lavoro dietro a Tux Maniacs; un lavoro che richiede costanza e focus.

 

Vi ringraziamo. Tutti. Dal primo all’ultimo. Grazie.

 

«Il piacere è stato di compiere qualche cosa che,
la prima volta che vi ho pensato,
mi era apparso al di sopra dei miei mezzi.»
Gérard d’Aboville

Daniele, Emanuele, Joel.

Dottore in Informatica. Appassionato di computer fin dal primo PC Olivetti con Windows 95 e la bellezza di 8 MB di RAM.
Utilizzatore Linux da 5 anni, credo profondamente nella filosofia open source.
Dopo tante distro provate sul mio fidato Toshiba, uso Fedora per lo studio e il divertimento.

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