Usare il Raspberry Pi come server Git

Buongiorno a tutti! Oggi torniamo a rendere utile quel fantastico gioiellino che è il Raspberry Pi che abbiamo in soffitta.
L'obiettivo di oggi, è quello di utilizzarlo come server Git per memorizzare tutti i nostri codici sorgente.

 

 

COSA CI SERVE

  • Raspberry Pi (ovviamente)
  • Aver installato Raspbian con questo articolo.
  • Aver seguito questa guida sull'SSH.
  • Aver seguito questa guida per il impostare un DNS al Raspberry. Si viene scemi, poi fate come volete eh… Vorrà dire che inserirete ogni volta l'indirizzo IP del Raspberry. Io vi ho avvertito.
  • Opzionale: aver installato il sistema operativo su un Hard Disk esterno. (Non vorrai mica lasciarlo sulla scheda sd, vero? Che poi si frigge mio caro Jonny: e tanti saluti al Version Control!

 

 

INSTALLAZIONE
Dopo aver seguito le sopracitate guide, apriamo una finestra del terminale, direttamente o via SSH.
Ci serve installare il client git e il comando wget, e lo facciamo con:

sudo apt-get install wget git-core 

 

 

NUOVO UTENTE
Se non abbiamo alcun utente, o non vogliamo che altri utenti accedano ai file Git dobbiamo crearne uno apposito. Viceversa saltiamo alla sezione successiva.

Quindi creiamo lo user git con il comando:

sudo adduser --system --shell /bin/bash --group --home /home/git git

In questo modo abbiamo creato l'utente e il gruppo git con l'opzione --group. Gli abbiamo assegnato la home in /home/git, e gli abbiamo imposto l'utilizzo della shell bash. L'opzione --system invece serve a creare un utente/gruppo di sistema.

Ora andiamo a selezionare la password con:

passwd git

 

 

UTILIZZARE IL SERVER GIT
Ora non ci resta che utilizzare il nostro appena creato server Git. Dobbiamo creare una cartella in cui memorizzare tutti i nostri repository. Se non lo abbiamo ancora fatto lo facciamo con:

mkdir git-repositories

e ci spostiamo al suo interno con:

cd git-repositories

Ora per come funziona Git (lo abbiamo spiegato qua), dobbiamo creare una nuova cartella per ogni repository che andiamo a memorizzare. Queste cartelle perchè Git le riconosca devono terminare con .git. Creiamone una di test con:

mkdir test.git

Ci spostiamo al suo interno con:

cd test.git

e inizializziamo il repository con il comando:

git --bare init

 

 

ISTANZIARE IL REPOSITORY
Ci spostiamo al computer da cui vogliamo utilizzare Git, e non ci resta che indicare che la cartella in cui ci troviamo è da sincronizzare. Lo facciamo specificando il repository remoto con:

git remote add <nome-repo> <user-pi>@<rasp-ip>:<path>/test.git

la sintassi è abbastanza semplice, basta sostituire:

  • <nome-repo> : è il nome che possiamo dare al repository sul nostro Raspberry Pi. È un'etichetta, quindi potete metterci anche Pippo, Pluto, Cane. Un pò ridicolo, certo. Poi non venite però a dirmi che vi prendono in giro eh.. Io lo avevo detto.
  • <user-pi> : il nome utente che fa girare il server Git.  git se avete seguito la guida. Mettete quello che avete scelto viceversa.
  • <path> : il path della cartella contenitore dei vari repository.

Ora non ci resta che inizializzare la cartella con:

git init

  

 

UTILIZZO
Finalmente possiamo caricare i nostri file con il trittico di comandi salvavita (questa la capiscono solo i programmatori) :

git add .

git commit -m "Primo Commit"

git push <nome-repo> master

 

 

CONCLUSIONI

Per una guida completa sui comandi di Git rileggiamo questa guida, e per tutto il resto beh… c'è Mastercard!
Ok, la smetto!

Al prossimo post.

Dottore in Informatica. Appassionato di computer fin dal primo PC Olivetti con Windows 95 e la bellezza di 8 MB di RAM.
Utilizzatore Linux da 5 anni, credo profondamente nella filosofia open source.
Dopo tante distro provate sul mio fidato Toshiba, uso Fedora per lo studio e il divertimento.

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